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Corso di italiano per francesi, Cours d'italien pour français, Parigi, Paris, 7e arrondissement, 75007, Tous niveaux: débutant, intermédiaire, avancé, Tutti i livelli: principiante, intermedio, avanzato

venerdì 23 novembre 2012

Carneade! Chi era costui?




È uno scrittore del XIX secolo, simbolo del Romanticismo italiano insieme a Giacomo Leopardi e Ugo Foscolo.
Fra tutte le sue opere, quella probabilmente più importante – o che comunque ha attraversato i decenni per arrivare fino a noi – è il romanzo I Promessi Sposi.
Si tratta, in sintesi, della storia d’amore di Renzo e Lucia, che non riescono a sposarsi a causa dei progetti che un certo signorotto ha fatto riguardo alla ragazza.
La storia è ambientata nel XVII secolo perché il progetto manzoniano è di fare una parodia corrosiva del potere del suo tempo, quindi ha bisogno di questa distanza temporale per camuffare le sue frecciate.
Ma su questo romanzo, come sul suo autore, è stata scritta una montagna di letteratura, e non vi aggiungerò certo nient’altro. Per chi ha il coraggio di misurarsi con questa lettura, il cui stile è ovviamente un po’ difficile, segnalo che fra i tanti siti che riportano il testo integrale del romanzo, mi pare fatto particolarmente bene questo: http://www.intratext.com/ixt/ITA0008/.
Leggete per prima cosa qualche sintesi della trama di questo libro. Per esempio qui: http://it.wikipedia.org/wiki/I_promessi_sposi#Trama.
In seguito, vi invito a leggere soprattutto il capitolo VIII, che è un autentico capolavoro di costruzione scenica e che comincia con la famosissima scena di Don Abbondio che si chiede "Carneade! Chi era costui?".

mercoledì 31 ottobre 2012

Dialogo telefonico con uso dei verbi modali



Per memoria: i verbi considerati modali (detti anche servili) sono in genere DOVERE, POTERE, VOLERE quando sono seguiti da un altro verbo all'infinito.
Tuttavia, altri verbi possono avere talvolta le stesse funzioni modali; per esempio SAPERE (nel senso di saper fare), RISCHIARE ed anche altri. Più che fare una lista di verbi che rischia di essere incompleta, preferisco indicarvi il tipo di situazioni in cui questi verbi svolgono una funzione "servile" o "modale": desiderio, proposito, preferenza, possibilità, rischio, autorizzazione, capacità, necessità, obbligo...

N.B.: Abbiamo parlato della costruzione del gruppo verbale con pronome all'inizio o alla fine, mai al centro come in francese. Ebbene, questo vale in realtà per i tempi coniugati (indicativo, congiuntivo, condizionale), ma non per i tempi impersonali come infinito e gerundio. Cercate nel testo che segue le due frasi in cui il pronome è situato fra il verbo modale e quello principale.

A: Pronto?
B: Sì, pronto, chi parla?
A: Sono io.
B: Ah, ciao, come stai?
A: Non c’è male, grazie, e tu?
B: Bene, bene… Che mi dici di bello? Hai risolto quella faccenda?
A: Eh, appunto, dovendomene occupare io, ti chiamo proprio per questo. Ma è meglio che ne parliamo di persona; preferisco evitare di farlo al telefono, sai com’è…
B: Hai ragione, non si sa mai.
A: Senti, che ne dici di vederci a ora di pranzo? Possiamo fare qui da me, oppure posso venire io da te, se preferisci.
B: Mmmh… Ma proprio oggi? È così urgente da doverci vedere per forza così di corsa? Non si può fare la settimana prossima?
A: La settimana prossima?!? No, no, no! Senti, abbiamo già tirato avanti abbastanza questa storia, abbiamo perso un sacco di tempo. Dobbiamo proprio sbrigarci, ormai, bisogna concludere adesso. Io non ne posso proprio più, voglio vederti oggi e decidere. Sono disponibile anche stasera tardi, se vuoi; o al massimo domattina, ma non oltre!
B: E va bene, se ci dobbiamo proprio sbrigare, allora sbrighiamoci, che vuoi che ti dica. Diciamo da te? Dammi almeno il tempo di infilarmi le scarpe.
A: Sì, certo. Ma sbrigati, ok?
B: Va bene, ho capito, arrivo. Ciao
A: Ciao.

Cerchiamo ora di immaginare quale situazione può essere all'origine di questo dialogo e discutiamone.
Chi sono questi due personaggi? Cosa devono fare?
Attenzione, il dialogo è volutamente “aperto”, qualsiasi situazione è possibile.

giovedì 21 giugno 2012

Scopa !

Le regole del gioco della scopa si trovano qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Scopa_(gioco).
Siccome questo gioco ha molte varianti, vi propongo di concentrarsi sul gioco della Scopa Classica, senza varianti.
Prima di martedì, possiamo quindi studiare l'articolo di Wikipedia, concentrandoci soprattutto sui paragrafi:
- Giocata
- Scopa
- Calcolo del punteggio
- Vittoria
- Strategia

Attenzione:
Quando Wikipedia dice che un gioco si può giocare anche con le carte francesi, bisogna intendere però che dal mazzo francese vanno tolte le carte 8, 9 e 10 di ogni seme.
Infatti:

Carte napoletane: 10 carte X 4 semi
(Asso, 2, 3, 4, 5, 6, 7, Fante, Cavallo, Re -- Denari, Coppe, Bastoni, Spade)
Carte francesi: 13 carte X 4 semi
(Asso, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, Fante, Cavallo, Re -- Cuori, Quadri, Fiori, Picche)


Noi giocheremo con un mazzo di carte napoletane. Studiate bene. A martedì prossimo.



Se siete appassionati di giochi di carte, vi segnalo un altro famosissimo gioco da imparare e che si fa anche lui con le carte napoletane: la Briscola (http://it.wikipedia.org/wiki/Briscola). È un gioco un po' più complicato e lo faremo eventualmente un'altra volta.

martedì 19 giugno 2012

Uso dei pronomi 2

Ecco il secondo dialogo.

Osservate:
mi sono mangiato due scodelle di pastasciutta
me ne sono andato presto


 - Caro, quanta fame hai?
 - Beh, come al solito… Perché? È già ora di buttare la pasta?
 - Non ancora, ma quasi. Quanta ne metto?
 - Di solito quanta ne butti?
 - Caro, ti prego, ti ho detto mille volte che questo modo di dire mi sta così antipatico…
 - Già. Tu la pasta non la "butti", ma la "metti". Me lo dimentico sempre…
 - Lo sai, a casa dei miei non si buttava mai niente.
 - A proposito! L'hai fatto come zia Peppina?
 - … zia Peppina… l'ho fatto… cos'è che avrei dovuto fare?
 - Ma il sugo, no? Con la pastasciutta che altro vuoi fare?
 - Ah, il sugo! No, quello non potevo farlo perché mi manca la pancetta.
 - E allora, come l'hai fatto?
 - Con la carne trita e le carote, come lo faceva nonna Elvira.
 - Buonissimo, anche quello!
 - Eh, lo so. La settimana scorsa te ne sei mangiate due scodelle piene!
 - Beh, bisogna dire che lo avevi fatto particolarmente bene.
 - Grazie… Ma non mi hai ancora risposto: quanta pasta butto?
 - Ah! Hai detto "butto" !
 - Uffa! Sei riuscito a corrompermi.

Uso dei pronomi 1

Per approfondire lo studio dei pronomi, vi invito a leggere due dialoghi. Ecco il primo.


Osservate:
non ti importa niente di fare bella figura --> non te ne importa niente
mi hanno chiesto qualche spicciolo --> me li hanno chiesti

- Quanti soldi hai dato a Mario?
 - Glieli ho dati quasi tutti
 - Come sarebbe! Quanti gliene hai dati esattamente e quanti te ne restano?
 - Beh, gli ho dato 30 euro, me ne resteranno più o meno una decina.
 - Ah ! Questo vuol dire che non hai preso i 60 euro che avevamo convenuto!
 - Beh… In realtà, Anna e Marco mi avevano già chiesto qualche spicciolo
 - Ma scusa! Avevamo detto che dovevamo comprarci il regalo, con quei soldi!
 - Sì, ma loro avevano fretta di andarsene… Te li riporteranno stasera.
 - Quanto sei scemo! I negozi sono aperti adesso, mica stasera!
 - Guarda che oggi è giovedì, e in questa città di negozi aperti fino a tardi ce ne sono tanti.
 - È sempre così: a te, di fare bella figura, non te ne importa niente e a certe cose non ci pensi mai!
 - E tu, ti fai sempre un sacco di problemi inutili! Che ce ne importa se lo compriamo dopo?
 - Secondo te la gente non se ne fa altrettanti, di solito? Secondo me non ti rendi conto di quello che fai!